L'entrata in vigore della Riforma Liturgica sui riti della Settimana Santa, dopo il Concilio, aveva determinato la soppressione della processione del "Cristu 'ndo Catalettu". Infatti l'allora Vescovo di Acireale Mons. P. Bacile, con Decreto in data 18 marzo 1966, vietava al Clero ed alle Confraternite di Randazzo lo svolgimento di qualsiasi processione nella giornata del Giovedì Santo.
Scompariva così, dopo oltre tre secoli, la tradizionale processione curata dall'Arciconfraternita delle SS. Anime del Purgatorio di S. Nicola. Veniva consentita solamente l'esposizione del Cristo all'interno della chiesa dalla sera del Venerdì Santo alle ore 12:00 del Sabato Santo. Fortunatamente dal 1985 la Curia Vescovile ha di nuovo autorizzato lo svolgimento della bellissima processione, spostandola però al Sabato Santo mattina.
L’Arciconfraternita è gelosa custode del bellissimo Cristo in cartapesta snodabile e di un preziosissimo tappeto di seta damascata, intarsiato di rose ricamate a mano con fili d'oro e d'argento, che qualcuna data addirittura al 1300. Su questo tappeto viene adagiato il Cristo e posto poi 'ndo catalettu, una leggera portantina ricoperta da una bombata rete di rose di seta.
La processione parte dalla chiesa di S. Nicola, ma fino al 1931 aveva inizio dalla casa del Governatore dell'Arciconfraternita; la modifica dello statuto (art. 8), avvenuta in quell'anno, proibì tale usanza.
La processione percorre quasi lo stesso tragitto di quella del Venerdì Santo mattina.
Il pomeriggio un tempo veniva interamente occupato per la preparazione dei dolci, che sempre più raramente oggi avviene in casa. Solamente i fornai continuano la tradizione con la preparazione, a richiesta, della "cullura", dolce tipico randazzese a base di farina, uova e zucchero, per lo più a forma ovale con un buco nella parte alta e uno o più uova sode con buccia inseriti nella parte bassa, abbellita da una manciata di "iavuritti" (finissime scaglie di cioccolata e caramello multicolori).
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| La "cullura" |
- Testo a cura di Salvatore Rizzeri, tratto dal sito "Randazzo Città Medievale".
- Foto a cura di Sabrina Battagliola, tratte dalla pagina facebook "Settimana Santa a Randazzo".


