CONFRATERNITA DI MARIA SS. ANNUNZIATA

La Confraternita della SS. Annunziata, ha sede nella Chiesa omonima, ma pare che non sia stato sempre così. Dai documenti d'archivio appare che la detta Chiesa, anticamente, fosse dedicata a San Silvestro Papa di cui ancora si può vedere il simulacro e l'altare sul lato di destra della navata. In essa aveva sede una Confraternita detta della "Xiabica", termine che porta alla supposizione che in Randazzo vi fosse una qualche colonia delle città marinaresche (pisani e genovesi) che conservano, fuori patria, la loro entità etnica anche nelle associazioni religiose.
È chiaro che detta Confraternita, che conserva traccia della sua origine solo nel nome, che è un termine prettamente marinaresco ("Xiabica" è una particolare rete per pescare), aveva come scopo non solo la custodia della fede, ma anche l'assistenza speciale ai pellegrini e passeggeri appartenenti al loro gruppo etnico. Secondo Don Virzì venne fondata dai padri Gesuiti nell'anno 1686, ma se consideriamo il fatto che nella città, tra il XV ed il XVI secolo, erano certamente presenti colonie di marinai Pisani e Genovesi, le sue origini sarebbero ancora più antiche.
La presenza in Sicilia di colonie di queste due importanti città marinare è ampiamente documentata. A questo proposito citiamo alcuni documenti d'archivio dai quali è facile dedurne caratteristiche e rilevanza. Il 23 marzo 1480 il Vicerè di Sicilia Gaspare de Spes autorizzava i mercanti Genovesi di Palermo a riunirsi in Confraternite presso una cappella del chiostro della Chiesa di San Francesco nel quartiere della Kalsa, che a loro veniva concessa. Da molto tempo gli attivissimi uomini d’affari della Repubblica erano profondamente inseriti nella vita economica siciliana, raggiungendo posizioni di assoluto privilegio rispetto anche alle altre comunità di commercianti come Pisani, Lucchesi e Catalani. (Genovesi e Pisani esercitavano fra l'altro anche l'attività di banchieri e i pisani vennero soppiantati dai genovesi nel monopolio bancario grazie alla rilevanza commerciale che questi avevano acquistato nel panorama economico siciliano).
Del resto tra la fine del '200 e l'inizio del '300 era già stato loro consesso il privilegio a poter costituire delle Confraternite nell'ambito della loro comunità. Il 9 luglio del 1576 nel quartiere della Loggia, a ridosso del molo nuovo, acquisiscono la proprietà della Chiesa di San Giorgio e dei terreni adiacenti appartenenti alla Confraternita palermitana di San Luca, non avendo quest'ultima le disponibilità necessarie per il restauro della Chiesa ormai fatiscente. La dinamicità commerciale ed imprenditoriale di Randazzo in quei secoli (città demaniale per volere di Federico III d'Aragona, residenza estiva della corte del Regno per oltre due secoli, secondo centro per importanza del Val Demone dopo Messina, sede di Capitano giustiziere e di una tra le più numerose e ricche comunità ebraiche della Sicilia) giustifica ampiamente la presenza a Randazzo di importanti colonie di Pisani e Genovesi.
La città aveva un fiorente mercato della seta (famoso in tutta Europa il "panno di Randazzo") del frumento e del legname (quest'ultimo necessario alle due Repubbliche marinare per la costruzione dei loro vascelli). Ce ne da questa descrizione il geografo arabo al servizio di Re Ruggero, Muhammad al-Idris, che nel 1154 pubblica il suo eccezionale lavoro meglio noto come "Il Libro di Ruggero: كتاب رجاري".
La Confraternita di Maria SS. dell'Annunziata probabilmente ebbe la concessione di una cappella nella Chiesa di S. Silvestro. Estintasi la Confraternita della "Xiabica", insensibilmente prese il sopravvento nella chiesa la nuova Confraternita fino a quando i diritti acquistati la portarono a dovere sostenere lotte non indifferenti con le autorità ecclesiastiche del tempo.


- Testo a cura di Salvatore Rizzeri, tratto dal sito "Randazzo Città Medievale".
- Foto tratta da "RandazzoBlog".