Circa quaranta giorni prima del Giovedì Santo, fedeli volenterosi provvedevano a deporre del grano in alcuni piatti con un fondo di acqua, deponendoli successivamente in un luogo buio ed aggiungendo di tanto in tanto altra acqua. Dopo tale periodo il frumento dà vita a pallidi e compatti germogli della lunghezza di 20/30 centimetri; tolti dal buio venivano portati in chiesa ad adornare "u Sebulcru".
Volendo dare un significato all'uso dei cereali che fanno da ornamento intorno a Gesù non è difficile: come il grano germoglia al buio e cresce, così Gesù risorge dalle tenebre della morte.
Tale usanza era anche espressione di un rito propiziatorio legato alla civiltà contadina: mettere i germogli di grano accanto al "Sebulcru" era un modo per propiziare un abbondante raccolto.
Oggi il clero sottolinea con forza che non si tratta di adorazione del Cristo Morto ma di adorazione dell'Eucaristia.
La mattina era occupata dalla celebrazione di una Messa solenne nella chiesa di Santa Maria, a cui prendevano parte tutte le autorità della città e tutte le Confraternite.
Il pomeriggio era caratterizzato dalla processione del "Cristu 'ndo Catalettu, prerogativa dell'Arciconfraternita delle Anime del Purgatorio di S. Nicola che, per secoli e fino al 1965, si è svolta in tale giorno. La processione visitava i "Sebulcri" di sette chiese per consentire ai fedeli di acquistare l'indulgenza plenaria.
Tale manifestazione aveva però in sé una grave anomalia: il Giovedì Santo è il trionfo dell'Eucaristia non il trionfo del Cristo Morto; per ovviare a ciò infatti, era nell'uso non far comparire nella bara nulla degli elementi tradizionali del lutto.
Il Cristo era coperto di veli bianchi e adorno di fiori bianchi e nessun elemento quindi ci richiama al senso di morte; lini e merletti coprivano il corpo del Salvatore e le sue piaghe erano coperte di gioielli di grande valore. La processione partiva, cosa singolare, non dalla chiesa ma dalla casa del Governatore della Confraternita dove era stata portata privatamente e dove veniva ornata con cura più che religiosa.
Una gran folla di popolo accompagnava la processione per la visita dei sepolcri delle tre parrocchie e delle chiese che sono sul cammino tradizionale.
Le incomprensioni tra l'Arciconfraternita e le autorità religiose del paese si conclusero nel 1966 con la soppressione della processione dal calendario delle manifestazioni tradizionali della Settimana Santa. La tradizionale e bella processione è fortunatamente stata ripresa nel 1985, ma spostata nella giornata di sabato mattina.
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| Chiesa dell'Annunziata |
- Testo a cura di Salvatore Rizzeri, tratto dal sito "Randazzo Città Medievale".
- Foto tratte dal web.


